MOVIMENTO CINQUE STELLE

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mercoledì 17 luglio 2013

Giarrusso (M5S): "Espulsione Shalabayeva, una vergogna del nostro paese"


Mario Michele Giarrusso (M5S) cita in aula il caso relativo al rimpatrio di Alma Shalabayeva e di sua figlia di 6 anni, sottolineando la violenza con cui si è svolta la vicenda, proprio nel giorno della ratifica del trattato di Istambul.
http://tv.ilfattoquotidiano.it/2013/07/16/caso-kazako-m5s-alfano-non-sapeva-ministero-cialtrone-o-ministro-bugiardo/239833/

Caso kazako, M5S: “Alfano non sapeva? Ministero cialtrone o ministro bugiardo”

“E’ una situazione che dovrà essere ulteriormente chiarita e approfondita, sono fatti molto complessi e la chiarezza dovrà essere totale”. Luigi Zanda, capogruppo al Senato del Partito democratico, si mostra scettico sulla relazione fatta dal ministro Angelino Alfano al Senato. Sulla posizione del partito, in vista della mozione di sfiducia confermata ai nostri microfoni sia da Sel che dal M5S, afferma: “Domani il Pd al Senato farà un’assemblea per decidere la linea per la giornata di venerdì”. “Situazione oscura – per i 5 Stelle –  se è vero che Alfano non sapesse nulla i casi sono due: o siamo davanti ad un ministero cialtrone oppure se Alfano era informato ci troviamo davanti ad un ministro bugiardo”. Per il senatore Peppe De Cristofaro (Sel): “Anche se fosse vera la sua versione, alla quale non credo, anche in quel caso dovrebbe avere il buongusto di dimettersi: un ministro degli Interni sotto i cui occhi accadono fatti incredibili come questi, penso non sia degno di rappresentare l’Italia in una posizione così delicata”  di Manolo Lanaro
 

16 luglio 2013
DIRETTAMENTE DAL BLOG DI BEPPE GRILLO...

I PARTITI PRENDONO 91.354.339

EURO DI RIMBORSI ‪#‎RESTITUITELI‬
...
"Qui comincia la sciagura del Signor Bonaventura..."
Capitan Findus aveva annunciato la fine del finanziamento pubblico con toni trionfali e prime pagine dei giornali dedicate allo statista del Subbuteo. Aveva, da vero gggiovane amante delle tecnologie, inviato un tweet dal Consiglio dei ministri. La realtà è che i soldi, tanti soldi, i partiti continuano a prenderli. Incluso il pdmenoelle dell'ebetino di Firenze e del Nipote dello Zio.
Oggi, 15 luglio, il ministero dell'Economia e delle finanze ha predisposto il pagamento della somma di 91.354.339 euro della rata di "rimborsi elettorali" relativa all'anno 2013. Parte o tutti i soldi truffati ai cittadini ignorando il risultato di un referendum che aboliva i finanziamenti pubblici sono già stati spesi. La rata dei 91 milioni di euro serve anche per saldare anticipi bancari. Le banche non prestano un euro agli imprenditori, ma largheggiano da sempre con i partiti.
Il MoVimento 5 Stelle ha lasciato allo Stato i 42 milioni di euro di finanziamento pubblico, i partiti non hanno rinunciato neppure a un euro, ma non rinunciano mai a prenderci per il culo.

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DIRETTAMENTE DAL BLOG DI BEPPE GRILLO...

UUUUH! UNIPOL!

Nell'estate del 2012 sia Unipol che Fondiaria Sai hanno fatto un aumento di capitale enorme, di dimensioni spropositate. Successivamente agli aumenti di capitale, che hanno bruciato gli investimenti di centinaia di piccoli risparmiatori in pochi giorni, Unipol ha acquistato Fonsai.

Intervista a Marco Piazza e Max Bugani, consiglieri comunali M5S Bologna, e a Stefano.

Max Bugani: Vi vogliamo raccontare una situazione, una storia molto antipatica che si è venuta a creare nel luglio 2012, nel momento in cui Unipol ha acquistato la compagnia assicurativa Fondiaria SAI. Questa colossale operazione, descritta da esperti della finanza come un' operazione dalle tinte cupe, ha fatto perdere tantissimi capitali, in alcuni casi il 100%, investiti dai piccoli e medi azionisti, che ci stanno scrivendo in questi giorni chiedendo di dare voce a ciò che è accaduto.

Marco Piazza: Noi non sappiamo se questa sia un'operazione legale, ma sicuramente quando i cittadini perdono il 99.9% dei loro risparmi è fortemente immorale.

Stefano: Innanzitutto abbiamo assistito a un aumento di capitale, per ricapitalizzare la società in crisi, da parte di Fonsai, la preda dell'operazione Unipol, sproporzionato rispetto alla dimensione dell'azienda. La dimensione, già di per sé é la prima anomalia dell'operazione.

Marco Piazza: L'aumento di capitale è quell'operazione che viene fatta quando una società ha bisogno di soldi freschi. Incamera dei nuovi liquidi per fare operazioni o per ricapitalizzarsi.

Max Bugani: Persone che avevano 100, 200 azioni, ci stanno scrivendo persone che hanno perso 20.000, 30.000, 50.000 euro. Questa mattina ci ha scritto una persona che ha perso 200.000 euro. Nel momento in cui c'è stato l'aumento di capitale, hanno avuto il diritto di opzione ...

Stefano: Esatto. L'azione ante capitale valeva 45 euro. Poi ogni singola azione Fonsai è stata spezzata in due. E' rimasta un'azione ordinaria di un euro, e 44 euro sono stati spostati sul diritto di esercitare l'opzione sull'aumento di capitale. Questo diritto, che poi entra nel mercato e che va in contrattazione, ha subito un deterioramento in pochissimi giorni, si è praticamente azzerato. Questo azzeramento ha portato, per chi non ha venduto in tempo, l'azzeramento del capitale di questi piccoli azionisti.

Marco Piazza: Quando si fanno gli aumenti del capitale le azioni possono raddoppiare o triplicare. In questo caso è aumentato di 252 volte il numero di azioni. Quando c'è un aumento di capitale la torta viene divisa in più parti, quindi ci saranno più azionisti e il titolo normalmente cala. Se cala un po' quando si fa un aumento di capitale normale, pensate di quanto può calare il titolo con un aumento di capitale di dimensioni sproporzionate. Non so se ce ne sono stati mai di così rilevanti in passato, sicuramente per la finanza italiana è uno dei più alti. Il valore dell'azione è passato da 45 euro e un euro, è crollato.

Max Bugani: C'è un passaggio oscuro, che riguarda il crollo del titolo qualche giorno prima che ci fosse l'aumento del capitale. Ma noi non vogliamo ipotizzare l'insider trading.

Marco Piazza: No, ma gli investitori istituzionali sono stati veramente fortunati perché senza sapere niente hanno avuto la fortuna di vendere le loro quote proprio poco prima che venisse annunciato l'aumento di capitale e quindi sono riusciti a vendere a prezzo di mercato a un fondo di pensioni americano che ha acquistato il 2% del capitale totale. Ecco, sono stati proprio fortunati.

Stefano: In un mercato normale dove si sconta la diminuzione di valore in un aumento di capitale ci può stare che l'azionista si trovi in mano titoli del genere, sta nel gioco del mercato. Ma i piccoli risparmiatori che avevano in mano queste opzioni che è la stragrande maggioranza della quota di capitale che avevano nella vecchia azione ordinaria, hanno fatto fatica. Se non erano proprio impossibilitati, a poterlo vendere sul mercato. Il valore di questo diritto si è azzerato in un lasso di tempo brevissimo e sul mercato è rimasto un inoptato, cioè persone che non hanno aderito all'aumento di capitale, di quantità enorme e questo ha creato un danno di immagine alla società che si stava costruendo in quel momento. Se molti azionisti non sono disposti a mettere soldi nella nuova società sicuramente non è un bell'inizio.

Max Bugani: L'operazione è brutta, è poco chiara, ci teniamo a parlarne. Chiediamo alle associazioni dei consumatori, agli organi di controllo, a tutta la stampa di parlarne il più possibile. Non tanto per individuare i colpevoli, perché gli esperti che hanno parlato con noi ci hanno dipinto un quadro di legalità, però queste cose non devono accadere più. Tutti i cittadini devono essere sempre informati di modo che davanti a future operazioni del genere effettuate da altre compagnie sappiano come comportarsi. Qui stiamo parlando di milioni e milioni di euro bruciati di famiglie che magari avevano in queste azioni tutti i loro risparmi. E questo è molto triste.
http://youtu.be/ZWl4ChZ4pVE

domenica 14 luglio 2013

Io ho una visione del mondo. Dipende da quello che mi hanno detto da piccolo, che è rimasto mio malgrado nella memoria e che ha influenzato quello che ho poi vissuto. Allo stesso modo anche tu hai una visione del mondo. Io posso discutere con te, oppure posso torturarti, posso minacciarti in modo che tu dica di condividere la mia visione del mondo. Ma anche se fingerai di condividerla, tu manterrai la tua visione del mondo. Potresti fare la stessa cosa con me, oppure potremmo avere una illuminazione, una conversione, noi la vedremo così, ma non sarà che qualcosa che si annidava da qualche parte nel nostro cervello e che aspettava il momento buono per saltar fuori.
Tuttavia resta il fatto che le nostre sono solo due visioni del mondo, due tra i miliardi di visioni possibili che, messe tutte insieme, non riusciranno mai ad essere il mondo. Non possiamo cambiare il mondo, ma una cosa possiamo farla: cercare di capire quanto siamo ridicoli ogni volta che pensiamo di avere ragione.
Mi permetto di fare osservare che a parte i miliardi di visioni che si possono riscontrare, per cui indubbiamente ognuno dal suo punto di vista, per quanto lo accompagnino le forze in tutti i sensi soprattutto quelle economiche, cerca di imporre la propria visione del Mondo o della società in genere. Proprio qui nasce la contraddizione che porta ad un sacco di sfaceli poiché, per farla breve e di casa, in Italia ad esempio: non è che faccia male più Berlusconi di quanto non lo faccia il Berlusconismo...anzi, se vogliamo, dal punto di vista che ognuno a casa propria può fare quello che vuole, atteso che non rappresenti le Istituzioni e così purtroppo non è stato, Berlusconi non avrebbe fatto per niente male. Il problema nasce, quando si vuole affermare la propria visione del mondo, dalla posizione in cui si è ritrovato Berlusconi e non sappiamo o non ci è dato di conoscere come abbia fatto, tralasciando che la visione dei poveri disgraziati o degl...i ultimi della società, a parte una più o meno certa quantità d'invidia, è molto differente e di gran lunga diversa in quanto imperniata in un'ottica di uguaglianza, giustizia sociale, amore per il prossimo, affermazione dei propri diritti sempre più spesso calpestati. Allora, siccome ormai è risaputo che chi è disonesto si impone e si afferma molto più facilmente di chi è onesto, i falsi modelli da seguire e a cui ispirarsi sono proprio quelli che di solito producono più danni e sono pericolosi per l'intera società ai quali noi solitamente ci ispiriamo o da questi ci facciamo plagiare. Ciò detto, condivido appieno insieme a Te, NATALINO, che non possiamo cambiare il mondo ma, senza la pretesa di avere ragione, una cosa possiamo farla subito: " Cambiare noi stessi e il nostro modo di pensare", evitando di stare dietro a questi distruttori della società, boicottandoli in tutto e per tutto tenendo sempre bene a mente, come si dice dalle mie parti che: "U binchiatu nu cride u disciunu", ossia chi è sazio non capisce e mai potrà capire chi: muore di fame. Ecco come si hanno le diverse visioni del Mondo, a seconda se lo stomaco è pieno, o è vuoto.Visualizza altro
 

Andrea Colletti: ILVA e unica opposizione in Parlamento